Scoperte

Il viaggio che ci ha condotti nella capitale finlandese è stato tutt'altro che lineare: musiche, riviste, archivi fotografici, pagine web salvate chissà dove... In questa bacheca proviamo a ricostruirlo sotto forma di itinerario per stazioni: ad ogni stazione corrisponde un titolo, ad ogni titolo un link (o più di uno!) per accompagnarvi tra fredde strade piene di vibrante umanità.

Helsinki in foto

Migliaia di immagini dalla fine dell'Ottocento alla seconda metà del Novecento immortalano la trasformazione urbanistica, sociale e culturale di Helsinki nell'arco del Secolo Breve. Edifici, eventi, decorazioni festive, scorci penetranti di vita quotidiana: nulla resta fuori dalla ricchissima collezione del Museo della Città di Helsinki, che a partire dalla raccolta degli scatti di Signe Brander (1869-1942) – un insegnante di disegno formatosi come fotografo nel prestigioso studio di Daniel Nyblin – ha via via incamerato un patrimonio iconografico davvero unico nel suo genere.

Panoramica di Helsinki (1912) -

Entrando nel sito del Museo della Città di Helsinki, lo scrigno delle meraviglie si dischiude tra le pagine della sezione Helsinki Photos, con più di 65.000 fotografie ordinate per album. Panoramiche mozzafiato, cappelli all'ultima moda, mezzi pubblici in perenne movimento, imbarcazioni sempre pronte a solcare le acque del golfo di Finlandia, evoluzioni e rivoluzioni degli arredi urbani e dell'abitare... Tutto è vicino e lontano, presente e remoto in questo strabiliante archivio cittadino, un racconto lungo un secolo della capitale e dei suoi abitanti.

La Rondine – Finlandia in Italiano dal 2002

Fondata a Helsinki nel 2002 da Nicola Rainò, La Rondine – Finlandia in Italiano dal 2002 è una rivista di cultura e informazione tra Italia e Finlandia liberamente consultabile online. È suddivisa in quattro sezioni principali – "Vivere la Finlandia", "Cultura", "Notizie", "Eventi", più un’utilissima raccolta di link utili per gli italiani in Finlandia –, ed è impreziosita dai contributi di otto redattori e di una decina di collaboratori. La sezione "Cultura" abbonda di articoli sul variegato panorama artistico e letterario di Helsinki e dintorni, con approfondimenti su arte e fotografia, cinema, tv e teatro, musica, libri e letteratura. Imperdibile anche la rubrica Insoliti noti, con bei focus su scrittori finlandesi di ieri e di oggi.

La Rondine è una pubblicazione interamente autofinanziata e ci sono diversi modi per sostenerla. Si può contattare la redazione inviando una mail a [email protected], oppure proporsi per una collaborazione scrivendo a [email protected]

Le odissee urbane dei fratelli Käurismaki

Alla domanda “quali sono i primi registi finlandesi che ti vengono in mente?”, oggi la risposta è abbastanza prevedibile, anche fuori dai circoli cinematografici. Sullo sfondo di una Helsinki trasognata ruota una parte significativa della filmografia di Aki Kaurismäki (basti pensare a Nuvole in viaggio, L’uomo senza passato e Le luci della sera); ma in quanto a poetica, humor e citazionismo, lo spirito della capitale aleggia anche in un lungometraggio del fratello Mika (ospite della seconda puntata di Radio Helsinki). D’altronde le gag surreali, i silenzi malinconici e gli struggimenti d’amore accompagnati dai più folli rockettari della scena underground finlandese hanno regalato un’immagine genuinamente universale del paese nel mondo, e il merito artistico dei due cineasti – dai tempi della leggendaria Villealfa Filmproductions che fondarono insieme a molti colleghi e amici, tra cui gli attori Matti Pellonpää e Kari Väänänen e il direttore della fotografia Timo Salminen – è assolutamente fuori discussione. Due chicche del periodo più esuberante della loro produzione meritano quindi un occhio di riguardo ai fini del progetto.

Calamari Union di Aki Kaurismäki (1985) è un'avventura picaresca girata in un magnifico bianco e nero. Lo sfondo è la livida Helsinki della prima metà Ottanta, dove uno sgangherato gruppo di amici muove dalla periferia del disagio all’idilliaco quartiere di Eira. Il viaggio è costellato di insidie di ogni tipo e lascia trasparire l’insanabile frattura tra bravi e (dis)onesti cittadini e derelitti a caccia di un futuro impossibile. Non è un caso che il film s’apra con la dedica “agli spettri di Baudelaire, Michaux e Prévert che si aggirano ancora su questa terra”: è infatti «al popolo dei poeti, degli esclusi dalla vita civile, dei sognatori, degli utopisti che si rivolge idealmente Kaurismäki», come ha scritto Raffaele Meale su Quinlan. Tra spleen vecchi e nuovi, pestaggi e canti delle sirene, al gruppo dei protagonisti – molti dei quali hanno il volto di attori e musicisti che accompagneranno i Kaurismäki in altre avventure cinematografiche – non resta che cogliere l’attimo notturno di un rock sfrenato, perché la città è un luogo spietato, periglioso e senza redenzioni in vista.

Helsinki Napoli – All night long di Mika Kaurismäki (1987) è invece un’assurda commedia gangster che già dal titolo annuncia un periplo attraverso l’Europa, in una babele di lingue e reietti: in realtà il film è ambientato a Berlino, ma la metropoli tedesca – fulcro di un’azione in cui si segnalano le comparsate di Eddie Constantine, Wim Weders, Samuel Fuller, Jim Jarmusch e Nino Manfredi nella parte di un nonno alcolista –, si trova a metà strada dai paesi di provenienza dei due protagonisti: la Finlandia per il tassista notturno Alex (Kari Väänänen); l’Italia per la moglie Stella (Roberta Manfredi). Finito nel bel mezzo di un regolamento di conti, con due spacciatori di eroina accoppati nel retro del taxi e gli assassini che reclamano un malloppo di marchi, riuscirà il nostro eroe finlandese a sopravvivere alle insidie della mala, alle crisi di famiglia e alle cupe profondità al neon dei peggiori anfratti europei?

Mi concede un FINtango?

Per tutto il corso del Novecento, con una vera e propria esplosione negli anni Cinquanta e Sessanta, il tango spopola nelle sale ballo di Helsinki e della Finlandia, con festival frequentati da migliaia di spettatori, innumerevoli passaggi radiofonici e un enorme successo commerciale. Al profano può sembrare uno dei grandi misteri del pianeta, al pari dell’Area 51 o del Triangolo delle Bermude, ma l’affinità elettiva con l'Argentina ha solide radici, aliene al sensazionalismo e senz’altro curiose.

Agli inizi del XX secolo, la moda della danza portegna si diffonde nell’alta e media società di tutta Europa grazie ai tour di musicisti e ballerini argentini, e la ricezione presso la borghesia di Helsinki non fa eccezione. Le scuole di ballo offrono lezioni di tango sulla scia della novità che già stregò Parigi e Berlino; anche le prime produzioni cinematografiche del paese aguzzano le orecchie e gli spettacoli in città si moltiplicano. Nello stesso tempo, ritmi e melodie colme di saudade fanno breccia nel cuore di artisti cresciuti a pane, folklore e Sibelius, che iniziano a cimentarsi nel genere musicale con risultati particolarmente felici. Emil Kauppi (1875-1930?), musicista e direttore d’orchestra dall’oscuro destino, viene ritenuto da più parti come il primo convitato del matrimonio impossibile, con un bellissimo tango composto nel 1914 per il film muto Salainen perintömääräys.

Superata la crisi a cavallo tra i Venti e Trenta – nonostante artisti come Georg Malmstén, Valto Tynnilä e Martti Jäppilä continuino a comporre tanghi mentre impazzano swing e foxtrot –, la febbre del tango si rinvigorisce dopo il ’45, soprattutto grazie a Toivo Kärki, Unto Mononen e Olavi Virta. È l’epoca di brani entrati nel cuore di migliaia di finlandesi, come Pnatukkaiselle tytölleni (Alla mia ragazza dai capelli rossi) e il leggendario Satumaa (Il paese fatato), qui interpretato dall’astro della canzone Henry Theel e talmente popolare che persino Frank Zappa, in concerto a Helsinki nel '74, lo eseguì in una memorabile performance insieme ai virtuosi compagni di band, con tanto di libera interpretazione del testo originale!

Oggi è difficile stabilire se le alte temperature provocate dall'amor di tango e perdurate per tutto il secondo Novecento vadano attenuandosi nel paese; del resto non son poche le sonorità che gareggiano caparbiamente nella formazione del gusto musicale dei finlandesi, ma il tango continua a occupare un posto di assoluto rilievo nella cultura popolare, e scene ai confini del mito come quella immortalata da Aki Kaurismäki ne La fiammiferaia non sono poi così distanti dal vero.